Vorrei per un attimo esulare dall'eloquio solito di Chiasteddu Onlài per esprimere una mia considerazione personale sulla questione Sanremo della serata di ieri.
«Che c'entra?
» potrà chiedersi qualcuno di voi. C'entra eccome, visto che Chiasteddu Onlài è un blog fortemente satirico, e ieri si può dire ci sia stato un vero e proprio attacco, per non chiamarlo attentato, nei confronti della libera Satira.
Quello che si è visto ieri durante l'intervento di Maurizio Crozza è infatti sintomatico di come l'editto Bulgaro, promulgato nel 2001, abbia profondamente cambiato la società Italiana. In peggio.
Crozza ieri, a detta di molti, ha esagerato. Può darsi, ma è satira. La satira è esagerazione per definizione.
La satira non è politca. La satira è fortemente ANTI-politica. La satira non è l'espressione di un'opinione personale, è un'analisi profonda di una data realtà, principalmente politica, che viene
caricata e portata all'estremo allo scopo di far ridere. Satira deriva dal latino
Satura, che vuol dire pieno, carico, saturo, per l'appunto.
Ma la risata, nella satira, non è - e non deve essere - fine a sé stessa, non è semplice comicità, è satira, e son due cose ben diverse.
Nella satira infatti la risata è una reazione paradossale perché una persona, rendendosi conto di ridere per una cosa seria, è inconsciamente portata a riflettere su quella situazione.
Se una persona non ride ad un pezzo satirico vuol dire che quella situazione, per quella data persona, coincide con la normalità. Ma se tutti gli altri ridono, chi non ride è portato a pensare
«ce l'hanno con me
». Ed è a questo punto che, per istinto di sopravvivenza, vien fuori una certa aggressività, spesso esagerata e rabbiosa, rafforzata dalla paura inconscia che forse, quelli che ridono, abbiano ragione.
Se una persona oggetto di satira invece non si offende ma anzi ride, non vuol dire che la critica sia meno aspra. Vuol dire semplicemente che non ha nulla da temere, ergo non si sente minacciato dalle critiche, e soprattutto che forse ha colto il messaggio e
potrebbe essere pronto per un'autoanalisi (sottolineo il condizionale perché
non è un dato di fatto).
E' un po' come quando si vuol avere ragione su un argomento: non ci si ricorderà mai di tutte le volte che un'altra persona ci ha dato ragione immediatamente, ci si ricorderà invece di tutte le volte che la stessa persona non ci ha dato ragione, facendo nascere la classica frase sarcastico-polemica
«Hai sempre ragione tu!
».
Ma ora, facciamo qualche esempio di questa
rabbiosa aggressività.
Nel 1986 un Beppe Grillo molto diverso da quello che è oggi, iniziò a fare satira molto aspra soprattutto nei confronti dell'allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi, tanto che non poté tornare in TV fino al 1993 quando, scoppiato il caso Tangentopoli, si scoprì che quello che diceva non era tanto lontano dalla verità.
Nel 2001, Berlusconi, infastidito dalle critiche di certi giornalisti di chiara fama e da ancor più comprovato potere mediatico - senza fare nomi Enzo Biagi - e dalla asperrima satira di persone quali i fratelli Guzzanti, Serena Dandini e Daniele Luttazzi (il quale poi si è scoperto che copiava le battute ma questo è un altro discorso) riuscì toglierseli di mezzo, sia facendo cancellare trasmissioni anche dopo appena la seconda puntata nonostante gli ascolti sia costringendo alcune persone a ritirarsi.
Infine appena ieri sera, i fischi e alle critiche nei confronti di Maurizio Crozza sono state un altro perfetto esempio di quella rabbiosa aggressività. Con la differenza che non è stata espressa da una carica dello Stato, come le volte precedenti, bensì da gente - più o meno - comune che, non accettando la
critica satirica si è sentita autorizzata a contestare in quella maniera, adducendo pure scuse - passatemi l'espressione - del cazzo, mostrando senza vergogna alcuna in Eurovisione quanto gli Italiani sappiano dimostrare di essere un popolo veramente incivile. Per non dire di merda.
Ecco cosa intendevo in apertura scrivendo che l'editto Bulgaro ha cambiato la società in peggio: oggi, chiunque si sente autorizzato ed in diritto di accanirsi contro una riflessione satirica che non gli va a genio. E spesso, anche giuridicamente, gli viene data pure ragione.
Concludendo, forse non è chiaro un concetto: Civiltà non è semplicemente dare la possibilità ad una persona di dire la sua opinione, civiltà è saper stare ad ascoltare ciò che ha da dire.
Ingiuriare i mascalzoni con la satira è cosa nobile: a ben vedere, significa onorare gli onesti.
- Aristofane
NON ZITTITE LA SATIRA!
(o diventerà ancora più aspra e saprà come aprirvi il culo)
AC